Mentre scrivo queste righe so già di essere un uomo morto, la verità non dovrebbe essere rivelata. Ma è mio preciso compito denunciare, far conoscere i fatti nella loro piena e totale interezza. Troppe cose sono state taciute negli anni, troppo potere è stato dato ad un singolo essere, troppa paura e troppo dolore chiudono le bocche di chi vorrebbe parlare. Non più. Il vaso di pandora è stato aperto, ed è ora che venga rivelato il suo contenuto.
Tutto inizia in un bosco, Il Bosco Dei Cento Acri, le masse inermi lo conoscono così. Il nome è stato, politicamente e storicamente, accettato dalla comunità internazionale, ma indagando nella Storia, ripercorrendo il filo di ragnatela delle leggende popolari, ho scoperto che aveva un nome più antico.
La gente del posto, per anni, lo ha chiamato Il Bosco Dei cento Impiccati.

L'orso si pulisce il sangue appena fuori dal bosco
Fu dato al bosco in seguito a fatti di sangue. Scavando nella turpe bugia dei governi; ho scoperto che ci fu un’epoca in cui dominava la regione un benevolo, saggio gufo. Poi arrivò dall’est il terrore, aveva “piccoli occhi neri, vacui e malvagi”, si impose, uccise il vecchio mentre raccoglieva la rugiada mattutina, e impiccò tutti quelli che provarono a opporsi. Si dice che lo spirito del povero gufo ancora abiti quegli alberi.
Il miele lo aveva attirato, e più nè mangiava più nè voleva mangiare, l’ingordigia lo spingeva, come un folle, ad esaurire tutte le scorte che trovava.
Il primo a pagarne le spese fu un povero asino, reo di aver tardato una consegna. La coda gli venne strappato, sostituita con una fittizia, fissata al suo corpo con un chiodo arrugginito. Non pago, il malvagio orso lo costrinse a dormire sotto un foglio di giornale, vittima eterna delle intemperie.
Poi venne il turno della tigre, le gambe spezzate, la coda irrmediabilmente piegata, costretto ad usarla come mezzo di locomozione. Tutto perchè si osò di ridere mentre esprimeva pareri contrari al miele.
Un povero maialino venne preso ancora infante, la crescita bloccata, costretto a vivere denutrito, mentre guarda il suo padrone mangiare tonnellate di miele tutti i giorni.
Un cucciolo di canguro strappato dalle braccia materne, per impedire che lei parlasse.
Un povero coniglio costretto a piantare carote tutti i giorni, a curarle e farle crescere, per poi vederle distrutte dal folle sadismo dell’orso. Obbligato dalla paura a vivere dentro un albero.
Questa è la verità. Il dovere che si sappia mi spinge a raccontarla, il potere che ha permesso queste sconcezze mi farà sparire. L’orso è troppo importante.
Tra qui e il giorno in cui mi troveranno, farò di tutto per scoprire perchè. Spero di potervelo raccontare.
Intanto raccontate la verità. Urlate al mondo il nome dell’orso psicopatico, opponetevi al suo influsso.

L'orso all'opera
Il suo nome è Winnie the Pooh, e questa è la sua vera storia.
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