‘mbriaghi

“In vino veritas”

Se volete vedere la vera natura di uomo fatelo ubriacare. Fidatevi.

Il motivo è in effetti molto semplice, l’alcol toglie le inibizioni, tolte le inibizioni di uomo non resta altro che quella che è la sua vera natura.

Oltre che semplice, è molto logico: se una persona è allegra riderà, se è triste piangerà, ma sopratutto, se gli fate una domanda, non potrà fare a meno di rispondervi la verità, o, per lo meno, farà molta, ma molta, fatica a rispondervi con una bugia.

Altra conseguenza di ciò: se una persona non ha nulla da nascondere, non avrà problemi, una volta ogni tanto (mica troppo spesso che se no diventa problematico), a prendersi una piena, o ciocca, o ubriacatura, chiamatela come volete. Viceversa: se una persona ha paura di scoprire qualcosa di sè che potrebbe non piacergli, o ha paura che possiate scoprire qualche segreto, ecco: quella è una persona che rifiuterà sempre di ubriacarsi.

Diffidate quindi da chi, se non per motivi di salute o scelte serie, si tiene lontano dall’alcol, o di chi, pur bevendone, si guarda sempre dall’esagerare. Ogni tanto fa bene esagerare.

Riguardo a me infine, non è che mi ubriachi, cerco la verità!

Roma

Forse uno dei guai dell’Italia è proprio questo, di avere per capitale una città sproporzionata, per nome e per storia, alla modestia di un Popolo che quando grida “forza Roma” allude solo ad una squadra di calcio. (Indro Montanelli)

 

E’ inutile, quando metti piede a Roma qualcosa cambia, dentro.

Ci si sente piccolo e perso in una città infinita, una città che ha visto veramente troppa storia, una città la cui memoria è sterminata. Non è una città semplice, almeno se la si sente per quello che è. E’ una città piena di storia e di cultura, ad ogni angolo, ad ogni passo si respira il meglio che è stato prodotto nei secoli. Peccato solo che troppa gente se ne dimentichi.

E’ una città in cui si  può riflettere, una città che porta con orgoglio monumenti costruiti più di mille anni fa, che ancora stanno lì ad osservare i piccoli umani che vi si arrabattano intorno. Pezzi di mondi quasi dimenticati, da molta gente almeno, che sono stati messi lì, pietra pietra, intrisi della volontà di essere immortali. Chi li ha costruiti forse aveva scoperto il vero significato dell’essere immortale, e lo hanno messo con ogni singola goccia di sudore e di sangue nelle pietre di questi capolavori. O lo hanno messo in ogni singolo colpo di pennello, in ogni colpo di scalpello sul marmo bianco.

E’ questa immortalità che si respira a Roma, è sentirsi pieni della storia che la compone mentre si cammina nei fori, sentirsi orgogliosi e desiderosi di futuro nel guardare l’arca di Cesare. E’ commuoversi di fronte la tragica bellezza della Pietà, guardare meravigliati e perdersi dentro Caravaggio. E’ avere gli occhi pieni di ammirazione di fronte ogni singola opera d’arte, ogni singola pietra posata da mani antiche.

E’ desiderare di poter un giorno essere degni, anche solo per poche cose, di essere i discendenti di questi grandi Italiani che, prima di noi, hanno camminato su un’Italia che, troppo spesso, sembra voler rimanere piccola.

Si sono una merdaccia ed è una vita che non scrivo le mie boiate…a breve spero di rimediare…
il problema è che la giornata mi dura solo 24 ore…

 

e si…in realtà io sono una divinità dorata…

Riempiamo un buco

E’ un estratto da una canzone di proprietà di un cantautore italiano, il significato nella canzone era diverso, più malinconico. Così invece mi piace di più…almeno oggi.

…cerco in una sera un mistero d’ atmosfera che è difficile afferrare,
rido senza muovere il mio viso, piango senza un grido, quando invece vorrei urlare,
sogno dietro a frasi di canzoni, dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà…
E’ difficile a spiegare,  è difficile capire…

…se non hai capito già…

PS: desso poi dovrei proprio decidermi a scrivere con una certa coerenza…

Perfezione

Che poi alla fin fine non esiste…

Ma a volte ci si arriva molto vicino…

E ti ritrovi a sera, dopo un matrimonio, dopo aver visto tua sorella coronare il suo sogno, con un senso di pienezza che alla perfezione ci si avvicina molto.

E ti ritrovi a non voler andare a dormire, che se ti addormenti la giornata finisce.

E ti ritrovi a scrivere favole di seta, a dipingere mondi di immaginazione che fermino quel momento di assoluta bellezza, che se il tempo non puoi fermarlo, puoi per lo meno fissarlo su un foglio.

E poi ti rendo conto che troppo vino e poco sonno non sono mai una bella coppia.

11.09.2001

9 anni.

In nove anni è cambiato ben poco, sia dell’America che del mondo.

Dopo nove anni siamo ancora qui, a ricordarci di certe cose solo quando è “giusto” ricordarle.

Beh, io non lo ricordo solo oggi quello che è successo. Quindi non intendo scrivere post strappa-lacrime per il solo motivo che oggi è l’anniversario. Preferisco vivere tenendo sempre ben presente quello che è successo, e tutta l’ipocrisia che ne è seguita. Da meglio la misura del mondo in cui viviamo.

Non mi interessa neanche sentire parlare di macchinazioni o complotti, altro modo di strumentalizzare quello che è succeso, e quello che è successo è stata l’ingiusta morte di un sacco di persone, ne  più ne meno. Il fatto che siano state uccise per un’ideologia è la cosa grave (si, ho usato la parola ideologia apposta, tutte le idee o fedi, se estremizzate, diventano ideologie), non i complotti, non i “è colpa di tizio o di caio”, non le strumentalizzazioni che ne sono state fatte.

Sono morte delle persone per un motivo futile, persone innocenti, e pochi sembrano ricordarlo. O comunque se ne ricordano solo quando gli viene detto, o fa loro comodo.

Invecchiare

20 anni non vi hanno

cambiato,

negli occhi,

nelle voci,

nei visi

rivedo il mio passato.

E il peso di questa

esistenza

torna fanciullo.

L’apprendista stregone

Veramente gradevole.

Direi che basta dire questo.

Comunque: la storia tratta di un ragazzo, Dave, di quelli veramente complessati e insicuri, che scopre di possedere “fenomenali poteri cosmici!”, anche se non in minuscolo spazio vitale. Inoltre deve tipo salvare il mondo sconfiggendo una strega millenaria. In più metteteci un Nicholas Cage, quando è in forma però, in pieno stile mentore, millenario stregone votato al bene…etc…

Fermo restando la trama di quelle non eccessivamente complesse, e alcune ingenuità in pieno stile Disney,  di quelle che fanno sorridere però, è in fondo un bel film. Il ritmo rimane serrato dall’inizio alla fine, parti morte non ce ne sono, gli spunti d’ilarità invece abbondano, che è cosa buona e giusta. In più si esce dalla sala con la voglia di lanciare fulmini e palle di plasma dalle mani, che è una cosa sempre gradevole, più o meno come provare a trasformare la propria macchina in una sportiva da corsa, con la sola imposizione delle mani…mmm…

Quindi si, mi sento proprio di consigliarlo. Sopratutto se si ha voglia di “sognare” per un paio d’ore, e di svagarsi dalle menate che abitualmente popolano la nostra vita.

Infine rimane solo una domanda: ” Perchè la Bellucci?!?!”

Il Birrapoppante #1

Nuova rubrica: sotto il titolo birrapoppante troverete un nuovo viaggio che sto cominciando, molto timidamente, ad affrontare: quello nel mondo della birra artigianale.

Diciamo che ci provo, e non diciamo altro per evitare brutte figure.

Il motivo è semplice, mi piace la birra, e ho scoperto, negli ultimi anni, che mi piace spaziare nei gusti e nei generi, da cui l’approccio alla birra artigianale è stato automatico.

Non sono un Sommelier (spero di averlo scritto giusto), neanche un intenditore di birra, tantomeno so come si fa ad assaggiare una birra, qualcosa sto imparando, sopratutto grazie al mio mastro birraio, ma penso che, anche in futuro, mi accontenterò del minimo indispensabile, sopratutto per quanto riguarda il discorso: “tal birra = tal genere = tal gusto”. Da buon eretico preferisco: si imparare ad assaporare una birra, cogliere le varie sfumature di sapore, e qui tutti i consigli saranno ben accetti. No, invece, dire: “birra buona se sa di vergine andalusa, perchè rispecchia il suo genere, o la vergine le deve per foza dare il tal sapore. Birra gramma se invece no.”

Per intenderci: se mai dovessi assaggiare una Blanche particolare, che però ha dei sapori non da Blanche, ma che a me piace, scriverò che mi è piace, e tanti saluti all’ortodossia.

Per intenderci di nuovo: ho assaggiato  un’acida, non mi è piaciuta…se dovessi scegliere tra quella e una Moretti…scelgo cento volte la Moretti…:-P Poi magari in futuro ne troverò che mi piacciono…ma per ora è così. Scusate.

D’altronde cosa aspettarsi da un poppante?

Pace

Avvolto

da luci soffuse.

Mentre le flebili

stelle scompaiono

coperte

da tempestose nubi,

il mio cuore

ritrova la pace,

ed esulta.

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